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RAF FERRARI

raf-ferrari_band

AUTUMN LIVE / HOUSE OF GROOVE

BAR BORSA
GIOVEDI 27 OTTOBRE, ore 22

RAF FERRARI

Raf Ferrari (Piano)
Vito Stano (Violoncello)
Andrea Colella (Contrabbasso)
Claudio Sbrolli (Batteria)

Ingresso libero

MENÙ JAZZ della serata del 27 ottobre
➢ Entrèe dello chef
Menù Vegetariano:
➢ Velluata di zucca e con sautè di cavolo nero.
➢ Millefoglie di Morlacco e finferli con cialda di polenta croccante aromatizzata alla curcuma.
Menù Pesce:
➢ Orecchiette allo zafferano con ragout di mazzancolle.
➢ Scaloppa di pesce spada, panure di capperi e pomodorini secchi con crema di patate e …
Menù Carne:
➢ Orzotto mantecato al Taleggio e speck croccante.
➢ Petto d’anitra laccato all’arancia con purè di cavolfiore.
Al menù scelto verrà abbinato un calice di vino tra diverse proposte selezionate per la serata.
Incluso nel menù acqua, caffè e piccola pasticceria fatta in casa.
Costo a persona euro 30,00

Info e prenotazione tavoli:
0444 544583
info@barborsa.com

Con eleganza e raffinatezza, attraverso soluzioni musicali di grande impatto emotivo, complesse ma orecchiabili Raf Ferrari, pianista eclettico  che ragiona come un compositore classico, ci trasporta nel suo universo musicale lirico e ispirato, fatto di contrasti e dualismi resi attraverso un’originale fusione di melodia, ritmo e improvvisazione. Dopo essersi imposti  sulla scena romana negli ultimi anni con la pubblicazione di due dischi Pauper (2009) e Venere e Marte (2012, fra i primi dieci dischi più votati durante il Jazzit Awards 2013) e con una serie di concerti e collaborazioni con musicisti di rilievo internazionale come Gabriele Mirabassi, Maurizio Giammarco, Jenny Bae, Raf Ferrari ed il suo quartetto ritornano con un nuovo disco dal titolo“Quattro”
Il carattere fortemente biografico dell’album è esteso a tutti i componenti dell’ensemble, con “ritratti” musicali simbolici e augurali, testimoniando la stretta unione professionale e umana cementata nel corso di un decennio di intesa collaborazione. 
Il Raf Ferrari 4tet è una formazione atipica nel jazz – a piano, contrabbasso e batteria si affianca il violoncello – nata nel 2006 dopo una lunga sinergia tra Raffaele Ferrari e il violoncellista Vito Stano, il sodalizio si è poi esteso al contrabbassista Guerino Rondolone e al batterista Claudio Sbrolli, con i quali si è andato a costruire un interplay avvolgente e suggestivo, unito a una profondità lirica e melodica. 
Il titolo del nuovo lavoro, vero e proprio concept album suddiviso in due suites, indica molti elementi autobiografici:
”Tutto nasce da un sogno fatto da bambino, dove una cara persona a cui ero affezionato mi appare mostrandomi un numero.” 
Questo numero diviene per Raf Ferrari una sorta di ossessione e si ripresenta a tappe differenti, nel tempo. 
”Da allora ci penso: ancora altri quattro giorni? Quattro anni? Quattro figli? Quattro madri? Quattro donne? Quaranta anni? Quaranta quattro anni e basta? Dinanzi a me un solo numero….e gli fa strada il tempo…”
“Quattro” anche i componenti della formazione con un omaggio ai quasi dieci anni di attività insieme attraverso un linguaggio musicale che va dal jazz alla musica contemporanea, alla classica, con echi di pop-rock strumentale, funk e free. Libera improvvisazione, strutture ritmiche incalzanti, ma anche forma-canzone, temi cantabili, elementi popolari e spazi decisamente swing che si fondono con momenti di dolcezza.
La prima suite, anch’essa intitolata “Quattro”, si struttura in quattro composizioni originali, raffigurazioni che il pianista dà di se stesso e dei suoi compagni di viaggio. 
L’altra suite, “Le stagioni”, è divisa discograficamente in quattro tracce dedicate alle stagioni, ma collegate musicalmente attraverso un unico brano senza interruzione. Si inizia con la rappresentazione dell’autunno per finire con “Estate”, ballad che chiude il disco. Diciotto minuti di musica dove la voce-guida passa frequentemente dal violoncello al pianoforte, che si scambiano temi e background. Le sonorità, decisamente europee e mediterranee, sono imbastite di improvvisazioni che a volte seguono l’armonia e la struttura del tema, a volte l’anticipano. Talvolta la voce del violoncello si sovrappone a se stessa, sovraincisa come a rappresentare un quartetto d’archi.