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ENRICO DALLE CARBONARE / PLAYERS

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GIOVEDI 6 OTTOBRE h. 19,30
Inaugurazione mostra personale di Enrico Dalle Carbonare
PLAYERS. I protagonisti del groove

6 ottobre – 30 novembre 2016
BAR BORSA – HOUSE OF GROOVE

La buona musica, si sa, non è fatta solo di note. E’ fatta di atmosfere, è composta da suggestioni, da sfumature, a volte delicatissime, di colore. Se ci chiedessero di descrivere un brano, con ogni probabilità useremmo parole prese a prestito da quel vocabolario che ruota attorno alla rappresentazione del visibile, per definire qualcosa di percepito fortemente, ma invisibile.

Alla volta dell’autunno, nel momento in cui le session del “jazz club” vicentino stanno pian piano riprendendo, Bar Borsa accoglie nelle proprie stanze un’inedita visione sul mondo della musica, ospitando – in concomitanza con la rassegna musicale Autumn Live Borsa – la mostra personale di Enrico Dalle Carbonare, “Players. I protagonisti del groove”.

La House of Groove vicentina, attenta alle proposte artistiche di qualità e con un occhio di riguardo ai protagonisti che hanno fatto la storia della musica, accoglie una serie di intensi e inconsueti ritratti dei grandi nomi del groove, termine ampio, difficile da definire con precisione,e che rende, in una sola parola, l’idea di un’intera epoca: tanto la scansione ritmica di un bit che si ripete, quanto il concetto di “divertimento” che ha travolto gli anni Sessanta: l’uscita dagli schemi precostituiti – figlia della rivoluzione culturale – rincorrendo una vitalità espressiva sopita.
I primissimi piani di Miles Davis e Ornette Coleman, i dialoghi appassionati con lo strumento nei ritratti di John Coltrane o Rick James – perchè il jazz non è soltanto musica per le orecchie, ma anche per gli occhi. Ma, accanto ai mostri sacri dell’improvvisazione trovano spazio anche il grande Prince, J-Dilla, e ancora Keith Jarret, Roy Ayers.

L’artista artefice di “Players”, Enrico Dalle Carbonare, classe ‘73, ha un background decisamente eclettico, che l’ha portato negli anni a dedicarsi senza soluzione di continuità dalla pittura alla grafica, dalla musica al design. Ogni pezzo che esce dalla sua inesausta produzione, fonde – o ancor meglio mixa – medium e significati, vocaboli e supporti. Lui, amante dell’astrattismo e che ai tempi dell’Accademia di Belle Arti a Venezia si è formato lavorando nell’aula dell’Astrattismo di Emilio Vedova, continua a portare avanti una propria personale ricerca che negli anni ha virato verso una passione profonda per la street art e le subculture che negli anni Ottanta sono comparse attorno a figure di riferimento come Jean Michel Basquiat (un omaggio all’artista americano è parte della mostra), Andy Warol e Keith Haring.
L’arte legata al contesto urbano, o meglio metropolitano, è una costante per Dalle Carbonare. E dai graffiti, dall’hip hop e dai segni inconfondibili che caratterizzano il movimento trasversale della street art, l’artista ha tratto da sempre ispirazione.
Ma non solo quello: sono parte del bagaglio culturale tanto la ritrattistica del passato, quando la avanguardie artistiche del Novecento, fino alla storia del design internazionale: questa sua dedizione al fattore “interdisciplinare” l’ha portato di recente a tenere uno speech sull’Italian Graphic Design del ‘900, in occasione della mostra “Bodoni through the ages”, tenutasi alla Protein Gallery di Londra.

Dalla stesura di pennellate grasse e corpose sulla tela Dalle Carbonare passa ai piatti del mixer (musicalmente conosciuto come Dj Kali) inseguendo un sound innovativo che sta in piedi– tanto nell’arte visuale, quanto nella musica – perché affonda le proprie radici in una tradizione formale prettamente “black”, iconograficamente e stilisticamente consolidata.

Dalle Carbonare, in empatia con il mondo della musica, immerso in quelle che sono le sonorità che più lo legano al suo modo di fare arte, traspone sulla tela le atmosfere di cui questi due mondi culturali interconnessi sono permeati, ricavandone ritratti caratterizzati da una elevata carica espressiva. Il recupero del ritratto è inteso come indagine introspettiva del soggetto, ma prima di tutto di se stesso, dove l’artista – come in uno specchio – si ritrova. I fermoimmagine di gesti e movenze presi a prestito dalla fotografia sono l’incipit a opere pittoriche che stravolgono, nelle forme e nei toni, incarnati e rigidità: il figurativo sfugge dall’astratto, mescolando nella superficie ruvida della tela le scale cromatiche e realizzando un’opera seducente, che solo la scansione ormai inusuale della pratica pittorica permette.

La mostra sarà visibile dal 6 ottobre al 30 novembre.
Lunedì 18.00 – 2.00
Da martedì a domenica 10.00 – 2.00

BAR BORSA – HOUSE OF GROOVE
Piazza dei Signori 26, Vicenza.
Info e prenotazioni tavoli 0444 544583
info@barborsa.com
www.barborsa.com
www.facebook.com/borsa.basilica.vicenza